A proposito dell’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale (Corte giust., sent. del 9 luglio 2026, in causa C-856/24)

Insieme all’Avv. Guglielmo Aldo Giuffrè Sandulli, lo Studio ha assistito un primario operatore del settore del trasporto pubblico locale innanzi alla Corte di giustizia in un contenzioso avente ad oggetto i requisiti di un affidamento in house. La Corte di giustizia, accogliendo le tesi fatte valere nel giudizio innanzi al Consiglio di Stato, ha, con sentenza in data 9 luglio 2026 in causa C-856/24 (che qui si allega), essenzialmente stabilito:


- da un lato, che affinché un’autorità competente possa decidere di affidare in house un contratto di servizio pubblico di trasporto di passeggeri con autobus a un operatore interno, ai sensi del regolamento n. 1370/2007, deve necessariamente trasferire il rischio operativo a tale operatore;


- d’altro lato, che il regolamento n. 1370/2007 deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale, nella specie l’art. 192 del d.lgs. 50/2016, che subordina qualsiasi aggiudicazione diretta di un contratto di servizio pubblico a un operatore interno all’obbligo, per l’autorità competente, di dimostrare preliminarmente, da un lato, la presenza di un fallimento del mercato al quale l’aggiudicazione prevista consentirebbe di porre rimedio nonché, dall’altro, i benefici per la collettività derivanti specificamente da tale modalità di aggiudicazione.

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